Ma che colpa avete voi?

Treno che fischia e pozzanghere secche di pioggia nero carbone. Sono un sabbionaio di eventi mai nati, granelli di nulla di un destino non mio. Sono un cantante stonato di cabarets finto parigini del lungo Po. L’unica mia amica che chiamo Ebbrezza, perché non ricordo chi cazzo sia, è una lesbica che ama gli uomini e scopa le femmine. Si, l’abito l’ho indossato e verrò al tuo matrimonio con cassa di pura noce. Ti accompagnerò all’obitorio del tuo amore con mia cugina, tua moglie e divina. Odio le quadrettature di una vita matriciale senza salti di casella, senza un rum e coca e piedi sporchi di terra. Una vita spesa in finte liturgie seguendo Quaresime da lontano, nascosto dietro il tronco di un fico, l’albero assassino. Amori retribuiti a vacazione come spese mensili da supermarket e raschi di giallo-marrone che solo i “cubani” sanno fare. Tommy can you hear me? dei Who perchè i prati mi sono sempre piaciuti. Non sono in condizione di essere vaccinato e dipingo come cazzo mi pare il simbolo della Pace che Pace all’anima sua non sarà mai e cerco te in me dalla saliva che mi colo addosso per farti meno male. Cerco l’abat-jour perché la tua luce è sparita e mi abbanco stanco su questo asse di legno del destino che duro si infila dove vuole. Vado a dormire ma prima canto una canzone.

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