Senza fessure.

hand-302802_960_720 C’era un silenzio compatto in quel luogo.
Nelle loro menti piovevano petali di rosa e preghiere sopravvissute all’oblio del male.
Capriate di metallo disegnavano il cielo ed alcuni corvi volavano in cerchio, quasi a prefigurare flagelli e carestie su ciò che in quei momenti si sarebbe potuto verificare.
Lui portava nel taschino pasticche di Viagra, lei aveva dei collant neri e strappati.
Gli occhi annacquati per avere un po’ d’amore e certi strani gesti, a coprirsi quasi per vergogna subito dopo essersi denudati, erano come facsimili motorii di vecchi paradisi perduti.
— “Non ricordo più il tuo nome”.
— “Giulia”.
— “Giulia, i silenzi graffiano, a volte i silenzi uccidono”.
— “Mio padre mi ha abbandonata quando avevo dieci anni e l’università me la pago da sola”.
Ripresero fiato e si abbracciarono ancora; in quella oscurità sembravano danzare.
Il vigore e la speranza dimoravano nel calore dei loro corpi.
— “A che ora devi rincasare?”
— “Marco ti voglio…per sempre”.
— “Ho quindici anni più di te”.
— “Tu sei senza fessure”.
— “Sei pazza”.
Macinavano parole e si baciavano con baci che erano più che baci.
Scavavano i loro pertugi e inalavano i loro profumi con la stessa avidità della terra arsa quando succhia la pioggia.
Erano crudelmente lontani e forse impossibili per le loro età.
Marco voleva farle promesse ma lei glielo impedì.
— “Non dire nulla. E’ solo l’euforia dell’arrivo. Sono una donna, ho tremato dentro abbastanza”.
Quel cielo azzurro senza assensi o dinieghi sembrava anche più bello.
— “Giulia, vado via senza una meta, lontano dalle mie catene di dolore. Non rovinarti la vita con un uomo e…”.
Una mano sulla bocca gli impedì di continuare ed un improvviso suono di campane sembrò ritmare le labbra di lei, che umide e appena socchiuse cantavano sottovoce: “seducimi…seducimi…seducimi”.
C’era un silenzio compatto in quel luogo.
Tra l’eternità e la caducità, tra i vuoti e i pieni della sua mente, ritorno in sé accorgendosi di essere di nuovo sola.
Quel dialogo tra le due margherite che teneva in mano era finito.
Ne lasciò cadere una e le stelle pungenti rientrarono dalla sua fessura invisibile.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...